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I GRANDI EVENTI CONGELATI NEL TEMPO: ETNA COMICS

2021-05-05 10:38

Sara Russo

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I GRANDI EVENTI CONGELATI NEL TEMPO: ETNA COMICS

Tutti coloro che hanno la passione per la cultura pop e nerd sanno benissimo che negli anni “normali”, in questo periodo, si iniziava a respirare l’ar

Tutti coloro che hanno la passione per la cultura pop e nerd sanno benissimo che negli anni “normali”, in questo periodo, si iniziava a respirare l’aria del countdown di uno degli eventi siciliani più attesi dell’anno: Il Festival del Fumetto e della Cultura Pop che tutti conosciamo con il nome di Etna Comics.

Ci si preparava psicologicamente e fisicamente, con gli ultimi ritocchi ai costumi per chi portava i cosplay, con le frenetiche prove per chi doveva esibirsi sul palco, con i biglietti di aerei, treni o concordando passaggi in auto se si veniva dalla stessa città. C’era chi iniziava a rompere il salvadanaio dei soldi messi da parte da un anno per poter comprare quel determinato oggetto che tanto si desiderava o per poter acquistare la copia del fumetto che non si trovava quasi mai ma che: “a Etna Comics lo trovo sicuro”.

 Chi non vedeva l’ora di rivedere i propri amici dopo un anno, chi studiava già le strategie per poter assistere dalle prime file alla conferenza del proprio attore o artista preferito. Chi non vedeva l’ora di partecipare ai workshop, ai tornei, alle gare cosplay, al karaoke dell’area Japan, ai duelli dell’area Altrimondi, ai concerti serali scatenandosi sotto il palco…

Chi ha vissuto Etna Comics, sa benissimo di cosa sto parlando e, non so a voi, ma a me, scrivere e leggere questo articolo mette una certa malinconia, nostalgia di tempi che sembrano lontani secoli ma che in realtà non lo sono…Ma, allo stesso tempo, rafforza ancor di più la voglia e il desiderio di poter nuovamente varcare quel cancello che ci separa dal mondo magico di questa fiera che ha visto crescere sempre di più il gradimento e l’afflusso di pubblico e che nel 2020 avrebbe dovuto tagliare il nastro della decima edizione.

Per questo motivo ho voluto “scomodare ”il Mega Direttore Galattico di Etna Comics, Antonio Mannino.

L’ho tartassato di domande, è vero, ma è stata una piacevole chiaccherata che mi ha fatto sorridere, ma anche riflettere sul futuro degli eventi, su questo settore piegato dalla pandemia ma che vuole ritornare sulla cresta dell’onda per poter continuare a farci sognare, divertire e ritrovare ciò che manca a tutti e che sembra tuttora un miraggio, il piacere di stare vicini e di poterci riabbracciare…

 

ps: Ve lo confesso… mi mancano anche quei tipi bizzari dei “Free Hugs”!

 


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Chi è Antonio Mannino e come nasce EtnaComics?

“Ho studiato a Rimini economia del turismo mi sono laureato lì e sempre lì ho cominciato a fare esperienza come organizzatore di eventi. Nel 2004 mi sono trasferito a Catania ma continuavo a fare la spola tra Rimini e Catania. Sostanzialmente nasco come organizzatore di eventi medico-scientifici ma ho sempre avuto la predilezione per l’organizzazione di eventi culturali, infatti avevo aperto un locale che si chiamava City Jazz che fu il primo ad organizzare concerti di musica jazz a Catania. A Rimini gestivo un circolo culturale in cui organizzavamo eventi teatrali , presentazioni di libri, concerti e altre attività. 

Nel tempo questa passione per l’organizzazione di eventi si è tramutata in un vero e proprio lavoro quando mi sono definitivamente trasferito nella mia città natale, cioè Catania, dove ho organizzato eventi di natura medico-scientifica e ho avuto il privilegio e l’onore di organizzare migliaia di congressi e convegni, anche di portata mondiale come quello sull’autismo nel 2010 e ben 13 edizioni della Summer School Neuro Science, insomma la mia è sempre stata una vita devota all’organizzazione.

Abbiamo creato, all’interno dell’azienda (Medea, ndr.) una sezione di eventi culturali che ha visto la luce a cavallo tra il 2007 e il 2008, dove abbiamo organizzato un Festival del Cinema, delle saghe di artigianato e sempre all’interno di questa sezione, abbiamo pensato all’organizzazione di un Festival del Fumetto… da dove prende vita una prima forma embrionale di Etna Comics.

Nella sezione dell’azienda legata agli eventi culturali c’era molto affiatamento e si lavorava a pieno ritmo, soprattutto per quanto riguardava il mondo del cinema dove abbiamo incontri con attori e registi di caratura internazionale e, grazie al quale, abbiamo voluto rincarare la dose aggiungendo il tassello mancante al puzzle degli eventi: il Festival del Fumetto.

Fu così che sul finire del 2008 prende piede l’organizzazione di Etna Comics che ha visto il coinvolgimento delle piccole ma numerose associazioni culturali presenti sul territorio etneo, che guardavano con ammirazione ma allo stesso con un po' di esitazione il mondo del fumetto giapponese, con il quale aveva preso piede l’idea iniziale, allargandosi poi al fumetto americano coinvolgendo tutti gli appassionati del genere. Da lì nasce l’organizzazione della prima edizione del Festival del Fumetto che si è svolta nel settembre del 2011, dopo due anni di intenso lavoro, soprattutto di persuasione nei confronti di chi guardava con scetticismo ad un evento sul fumetto, considerato dai più una cosa estremamente puerile.

Le difficoltà non sono state poche nel far accettare questa idea diventata un vero e proprio evento, ma il pubblico invece ci ha dato ragione raggiungendo le oltre 25.000 presenze, un successo storico. Credo che il successo sia stato dovuto anche, e forse soprattutto, alla comunicazione sull’evento che è stata molto centrata, con l’ausilio anche dei Social Network, come un quasi neonato Facebook del quale siamo stati tra i primi usufruitori come fonte di pubblicità.”

C'è un'edizione che ti ha soddisfatto di più?

L’edizione che mi ha soddisfatto di più esiste ed è stata l’ultima che è stata realizzata, quella del 2019, perché ha consacrato Etna Comics a Festival Internazionale ed è stato un momento in cui si è respirato il successo di questa manifestazione, dell’importanza che essa ha assunto nel panorama nazionale e mi permetto anche di dire europeo perché abbiamo registrato moltissime presenze da fuori Italia, in termini di pubblico e questa cosa ha coronato gli sforzi di più di dieci anni, dandoci la consapevolezza che EC ha raggiunto un peso specifico molto importante all’interno del panorama culturale siciliano… 

Si respirava già l’aria elettrizzante dell’edizione che avrebbe segnato il decimo compleanno, quella del 2020… Poi, come purtroppo tutti sappiamo, a causa dello stravolgimento mondiale causato dalla pandemia, quel traguardo, tanto ambito e atteso è rimasto congelato nel tempo… Speriamo di poter tagliare presto il nastro della decima edizione, tornando alla grande a vivere quei momenti, faticosi ma emozionanti.”

Si sa che quando si è sotto i riflettori si ricevono elogi ma anche critiche... Ne ricordi una in particolare alla quale vorresti rispondere?

“Posso sinceramente dirti che non ricordo molto gli elogi che sicuramente fanno parte di questo bel palcoscenico, a volte sono sinceri, a volte sono di circostanza… Quello che ricordo invece molto bene sono le critiche soprattutto perchè è grazie ad esse che EtnaComics è cresciuta: ha migliorato i servizi agli utenti, ha fatto delle evoluzioni non indifferenti, dei salti di qualità importanti nel corso degli anni. Le critiche sono sempre tutte positive, vanno tutte ascoltate, è chiaro che ci sono quelle fini a se stesse, cattive , che non possono avere risvolti e che non sono completamente aderenti alla realtà ma, come dicevo, di contro ce ne sono state tantissime altre che sono state per noi fonte di suggerimento, di miglioramento, di upgrade che poi abbiamo realmente posto in essere all’interno di EC. 

Ricordo in particolare la critica rivolta da una ragazza che aveva un tesserino di disabilità al 100% che io fisicamente feci entrare all’interno della manifestazione, senza farle pagare il biglietto, (così come tutti i portatori di handicap non pagano il biglietto d’ingresso) l’accompagnai fisicamente all’interno dei padiglioni (camminava autonomamente), facendole vedere tutti i punti di accesso, gli ascensori e quant’altro, ebbene questa stessa persona, di cui mi ero fatto dare nome e cognome, la sera fece un lunghissimo post negativo nei confronti dell’organizzazione, che era stata pessima, che nessuno le era stato d’aiuto, insomma, la trovai estremamente cattiva questa cosa perché ero stato con lei tutto il giorno, cioè nel bel mezzo dello svolgimento di EC trovai quelle due ore per stare insieme a lei cercando di farla semtire a suo agio e questa cosa mi fece restare veramente male, anche perché ho percepito più di una punta di cattiveria nel suo post. Vorrei risponderle e dirle “ti aspetto ad Etna Comics, vorrei fare quattro chiacchere con te e parlarne di presenza”.

Devo dire che EC ha anche tanti haters, tante persone che scrivono male, per scrivere male, i maggiori critici sono soprattutto i catanesi, mentre da persone che sono abituate a vedere manifestazioni internazionali, che vengono da fuori Sicilia quindi un pubblico romano, milanese, piemontese, emiliano, benchè loro siano abituati a vedere manifestsazioni ben più blasonate di EC, come ad esempio Lucca Comics o Cartoomics o altre manifestazioni internazionali, sono coloro che più ci elogiano perché trovano la manifestazione sempre bellissima, invece i catanesi sono coloro che ci criticano di più… Non so magari l’essere estremamente critici fa parte del DNA siciliano, non so darmi una spiegazione, in realtà. Però devo ringraziare proprio coloro che ci criticano perché ci danno modo di migliorare sempre di più, quindi spesso quest critiche si rivelano molto costruttive.”

Chi sono gli altri membri della squadra di EC che ti coadiuvano nel far muove gli ingranaggi di questo grande motore?

“Voglio ricordare che EC ha ben 11 aree tematiche che a loro volta hanno un responsabile di Area, un capo della sezione specifica che ha sotto di lui il suo staff. Sono almeno 10 le persone con cui si collabora, che non sono personale assunto da EC, perché ognuno ha il suo lavoro quotidiano, l’incarico di responsabile area lo si fa per hobby e passione. C’è il direttore di produzione di EC che è Giuseppe Scrivano, con il quale collaboriamo giornalmente per l’organizzazione della manifestazione, Agata Strazzulla che si occupa della parte commerciale, da recente si è aggiunto anche il nostro nuovo vice direttore Gianluca Impegnoso, con il quale ci stiamo muovendo per capire che termini possa avere l’organizzazione della nuova Etna Comics. Ovviamente ci sono parecchie persone che ruotano attorno all’orbita di EC e con i quali ci teniamo sempre aggiornati tramite riunioni, conferenze, assemblee alle quali sono sempre tutti presenti. Insomma possiamo dire che EtnaComics è assolutamente una squadra che ha bisogno di allenamenti quotidiani.”

Se fossi un semplice utente di EtnaComics anziché il direttore, quale area visiteresti più spesso e a quali attività ti piacerebbe partecipare?

“Questa è una bella domanda, perché basterebbe guardare il programma stampato per vedere quante cose ci sono contemporaneamente e l’imbarazzo della scelta è davvero ampio. E all’interno del programma di EtnaComics è un po' difficile riuscire a districarsi tra i vari interessi che si possono avere… ma se dovessi essere un visitatore della manifestazione mi piacerebbe senz’altro partecipare ad uno degli interessantissimi workshop che si tengono all’interno della nostra sala conferenze, la Sala Galatea, perché è il momento in cui i nostri ospiti, gli autori internazionali o la selezione di questi ospiti fa degli interventi, dei panel, in cui spiegano il proprio lavoro, o danno dei consigli e comunque vengono sviscerate delle chicche sempre molto interessanti. Quindi sicuramente posso dire che l’area workshop sarebbe una mia meta certa, così come l’area games, sedermi ad un tavolo e provare quelle centinaia e centinaia di giochi da tavolo che ogni anno o sono in anteprima o vengono presentati proprio ad EC, oppure me ne starei seduto sugli spalti dell’area palco a godermi tutti gli spettacoli che ogni giorno dalle 16 a mezzanotte riempiono quest’area.

Onestamente…pensandoci… non saprei dove dividermi, però, ovviamente, ho nominato quelle aree tematiche che, per i miei gusti, trovo più interessanti di altre. Proprio per questo ogni anno abbiamo cercato di ampliare di più l’offerta perché gli interessi sono soggettivi e il nostro scopo è accontatare quanti più visitatori possibili, con attività vecchie e nuove.”

Hai mai pensato di fare un cosplay?

No. Non ho mai pensato di fare un cosplay. Perché si rischierebbe di cadere nel tranello di un travestimento tout court. Io vorrei ricordare che il cosplay non è una persona che si veste, tra virgolette, da Carnevale o che sta semplicemente indossando o sta facendo finta di indossare gli abiti di un supereroe, personaggi di Manga o quant’altro. Il cospaly è una forma attoriale perché è un Costume Players, cioè deve giocare con quel costume, deve impersonificare un personaggio anche negli atteggiamenti: nel modo di parlare, nelle pose, nel modo di camminare, nel modo di porsi ecc. Il cosplay è una veduta molto ampia del travestimento, quindi, non ne sarei capace, anche se mi venisse la voglia, mi passa subito perché penso che sono semplicemente un inetto in questo campo. “

 

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Hai qualche aneddoto o curiosità sulla manifestazione da raccontarci?

“Beh, ragazzi, parliamo del mondo EtnaComics. Aneddoti e curiosità ce ne sono veramente decine. Mi ricordo, per esempio, in questo momento, una curiosità. Il manifesto dell’edizione del 2017 che raffigurava Uzeta, fu disegnato da Alex Malev, grandissimo autore e copertinista della Marvel, un uomo che ha veramente la mano baciata da Dio, cioè un grandissimo artista.

Dovevo fargli vedere Uzeta, ricordiamo che nell’immaginario è l’unico paladino nella storia dei paladini ad essere nato a Catania. Quindi il disegno doveva avere un viso, ma soprattutto un’espressione, catanese. Non riuscivo a farglielo comprendere tramite una fotografia o un video, dovetti andare a New York per incontrarlo e per fargli la posa che avrebbe poi dovuto avere Uzeta in questa sua opera. Restai per venti minuti in posa mentre lui mi studiava per cercare di capire che faccia potesse avere un catanese

Alla fine ci è riuscito benissimo, se andate a vedere il dettaglio, Uzeta sembra proprio uno nato al Castello Ursino, è catanese, “marca Liotro”!

Questa cosa la ricordo veramente con grande affetto, però vivendo dentro EC , soprattutto tutte le fasi organizzative vi posso garantire che ogni giorno ci sarebbe un aneddoto da raccontare.”

Decima edizione annullata causa pandemia a poco meno di tre mesi dall'evento: come avete affrontato le problematiche e quali danni avete subito?

“Abbiamo veramente preso atto della situazione, quando è stato dichiarato lo stato di lockdown, quindi era il 10 di marzo, mancavano due mesi e mezzo all’inizio di Etna Comics, la manifestazione era sostanzialmente pronta. Dovevamo semplicemente sistemare gli ultimi dettagli dei programmi ma avevamo già emesso biglietti aerei , prenotato voli, avevamo già venduto dei biglietti, preso acconti per gli stand, insomma, la manifestazione per quanto ci riguarda era in piena linea, anzi, ci eravamo stupiti di come fosse la prima volta che succedeva di essere così avanti nell’organizzazione… Le problematiche sono stati enormi, bloccare un motore avviato è difficilissimo perché devi andare a spiegare, far capire… Anche se è si è rivelata una situazione inedita per tutti. I danni economici sono giganteschi, perchè avevamo sopportato i costi organizzativi dalla fine dell’Etna Comics del 2019 fino a marzo 2020, sostanzialmente avevamo fatto un anno di organizzazione, sopportando anche tutti quelli che sono i costi collaterali , affitti, utenze, personale e quant’altro, quindi il danno sicuramente evidente, il primo danno, è questo. Il secondo, il danno a lungo termine diciamo, è quello che dopo tutto questo tempo, si sfilaccia un po' il nostro rapporto con il pubblico e questa forse è la cosa più grave, però parlare di due mesi e mezzo/tre mesi prima della manifestazione, non aveva molto senso, noi eravamo già pronti. Quando si fa un Festival Internazionale, due mesi prima devi avere già tutto pronto sennò non ci arrivi fisicamente a concludere e quindi a portare a casa il risultato di un evento fatto bene…"

Difficile fare una previsione per la ripartenza, ma quando sarà finalmente possibile riaprire le porte di EtnaComics - con la tanto attesa decima edizione - ci saranno cambiamenti (location, ospiti, aree etc) o rimarrà come è stata progettata nel 2020?

"In questo momento non possiamo fare nessuna forma di previsione. Nonostante le ultime dichiarazioni del Governo Draghi dicano che da luglio possono ripartire i grossi eventi, non ci sono ancora le condizioni per poter pensare ad un’organizzazione di Etna Comics. In questo momento si parla di un massimo di 500 persone al chiuso e 1000 persone all’aperto e questi sono dei numeri che probabilmente non corrispondono nemmeno alla metà delle persone che ci lavorano dentro EC, quindi sarebbe impossibile poter pensare di avviare un evento del genere. 

Sulle scelte di location e aree interverremo una volta capito le linee guida governative su quanto riguarda l’organizzazione degli eventi. Per quanto riguarda gli ospiti e il fil rouge della manifestazione, rimane uguale anche perché, come dicevo prima, l’organizzazione dell’edizione 2020 era già quasi finita , quasi pronta per cui sarebbe un peccato buttare tutto quel lavoro.

Vivremo la decima edizione di EtnaComics come fossimo nel 2020 ma con le caratteristiche che lo Stato ci imporrà alla luce delle condizioni, purtroppo, contingenti

Quindi, il contenuto sarà uguale a quello che avevamo progettato per la decima edizione.

Probabilmente faremo un upgrade, un’espansione di contenuti perché abbiamo una grandissima voglia di ritornare attivi, aggiungeremo delle cose, ma, ripeto, il fil rouge, sarà sempre quello.”

Quale messaggio vorresti lasciare ai tuoi colleghi che si occupano di eventi, meeting, congressi e a tutti coloro che fanno parte dei compartimessi in ginocchio da questa pandemia?

“Ormai è quasi fatta, stiamo vedendo la luce alla fine del tunnel. Il messaggio che voglio lanciare è che non dobbiamo sentirci da soli… perché per tanto tempo ci siamo sentiti da soli. 

Adesso non voglio entrare in un merito che potrebbe suscitare delle critiche ma abbiamo sentito parlare solo di ristoranti, di bar che, per carità, sono in piena sofferenza come lo siamo noi, ma gli eventi, i meeting, i congressi e il turismo in generale sono fermi da febbraio del 2020. Tra l’altro, tutti questi settori appena nominati, non ripartono nel momento in cui c’è una riapertura come potrebbe succedere per le attività di ristorazione. Tutti questi business hanno bisogno di tanti mesi di programmazione quindi noi siamo nelle condizioni di aver perso quasi del tutto il 2021, perché a maggio, ormai, è difficile fare delle previsioni di eventi nella seconda parte dell’anno, anche perché potrebbero essere realizzati soltanto alla fine della seconda parte dell’anno quindi difficilissimo pensarli, in un certo senso. Quindi io dico a tutti i miei colleghi di tenere duro, perché sono certo che questa situazione arriverà al capolinea e sono altrsì certo che lo Stato farà degli interventi mirati per il nostro settore, perché noi siamo veramente la parte più colpita della pandemia. Quindi sono certo che il Governo aiuterà in maniera più peculiare il nostro settore perché altrimenti diventerebbe davvero difficile pensare alla ripartenza o alla continuità di aziende come la nostra che in questo momento sono in fortissima sofferenza.“

Cosa vorresti dire a tutti gli affezionati di EtnaComics?

“Ragazzi, vi manchiamo?”


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